Il Pezzo Etneo

Cambia e la pulizia delle spiagge, quel sacrificio che unisce e stupisce
Make a wish: gli Umpa lumpa dei rifiuti a lavoro con un sorriso leggero
Gabriele patti,  13 Settembre 2026
Quei piccoli scugnizz' con attrezzi, buste e guanti a setacciare la sabbia granello per granello. In sottofondo Pure imagination. Ed è quello che hanno fatto Cleanup Sicily, Animal Boarders, Surf School Catania, PattoxRestare, P095, Vita Volley, Miracoli assieme alle guide naturalistiche Anna e Andrea e i ragazzi di Blocchi Gialli.

È vero che in città si può fare di tutto e si trova di tutto. È un po’ più complicato trovare qualcuno che con volontà e passione si occupi di pulire una spiaggia libera. Siamo abituati a pensare che i cumuli di rifiuti siano un male. Eppure ci sono casi in cui dai cumuli di rifiuti traspare il bene. Certo, un po’ ammaccato come i rifiuti che si trovano in spiaggia, ma comunque bene. E l’associazione Cambia lo sa. Sono proprio loro a spiegarmi, mentre puliamo la zona antistante alla spiaggia libera numero 1 proprio accanto alla foce dell’Acquicella, che alcuni cumuli sono fatti dalla stessa gente che non sapendo dove buttare i rifiuti li raccoglie in piccoli mucchi per facilitare il lavoro di chi poi andrà a pulire. E così si pulisce e si gioca. Si gioca a pallavolo e si raccoglie la spazzatura. Lo spirito è quello di 40 ragazzi che, per divertimento, piuttosto che andare a bere, pulisono una spiaggia. Ed è un sacrificio fatto a seguito della negligenza delle istituzioni. Un sacrificio più per chi assiste riconoscente, che per chi invece lo compie. Un sacrificio che stupisce. Stupisce i passanti, che si fermano a guardare e a commentare. Stupisce i gestori dei bar delle spiagge libere, che poi ti offrono da bere. Stupisce chi in quelle spiagge libere va a fare il bagno. E tutti dicono una sola parola, tutti la stessa: “Grazie”.

Ci sono tante persone, alcuni con i sacchi, altri senza. C’è chi preferisce raccogliere individualmente, c’è chi invece si riunisce in piccoli gruppi. I sacchi sono trasparenti, perché così si vede cosa raccogli. E anche le persone lo sembrano. Ce n’è di tutte le età: grandi, piccoli e anziani. E gli anziani, come consuetudine, stanno ore a spiegarti ciò che è bene e ciò che è male. I motivi della spiaggia in queste condizioni e cosa si può fare pe renderla migliore. E gli anziani, o meglio vederli a lavoro, emoziona anche più di vedere a lavoro i bambini. Tranne in un caso: quando uno di quelli che a Napoli definirebbero piccolo scugnizz’ gioca con una struttura di ferro arruginita. E in effetti sembra giocare davvero, non pare sappia che in realtà sta facendo un bene a tutti ripiegandola su se stessa per ridurla ai minimi termini. Sembra la fabbrica di cioccolato, non c’è Willy Wonka ma ci sono gli Umpa Lumpa. Volenterosi si avventano con allegria alla ricerca di rifiuti. In sottofondo si sente Pure imagination di Leslie Bricusse ed Anthony Newley. Un po’ più ritmata, a dire il vero.

C’è Vincenzo che ride, Simone che organizza. C’è chi divide la plastica ingombrante da quella non ingombrante. C’è chi passeggia da solo in cerca dei rifiuti più piccoli. C’è chi trascina sacchi, c’è chi i sacchi se li porta in spalla. Anche stancamente, ma sempre con il sorriso. C’è chi si conosce da tempo e ci sono nuovi avventori, c’è chi è venuto da solo, chi in compagnia. Gli sguardi si incrociano, tutti consapevoli del lavoro che si sta svolgendo. Ma è una leggera consapevolezza. Niente personalismi, niente ego. E così, tra una carta e un’altra si prova a pulire anche il campo di pallavolo.

C’è un attrezzo, un rastrello. Serve a poco perché nonostante le innumerevoli dragate, dalla sabbia continuano a emergere lattine e altre cartacce. “Che fai – esclama una signora – sai quante volte l’hanno passato?”. Non c’è amarezza, c’è sana consapevolezza. E così si cambia campo e si utilizza quello appositamente allestito da chi gestisce la spiaggia libera numero uno. E si gioca, ci si diverte e poi ci si prende una birra. Si conoscono persone, si fa amicizia, si rende un’attività, di per sé stancante, bella, fruttifera e divertente per te e per gli altri. Il risultato sono due tonnellate e mezzo di rifiuti raccolti in tre ore di lavoro.

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